Organizzazione: ampelos Date Inserimento: 19/09/2007 18.34.03
AMPELOS ONLUS
(Associazione per il Miglioramento Prospettive Economiche Locali Oppresse da Sottosviluppo)
nata ad Alba nel 2004, per volontà di un gruppo di agronomi e tecnologi alimentari, con sede in Neive (CN), opera, in collaborazione con il gruppo missionario “Fratelli delle Scuole Cristiane di La Salle”, nella realizzazione di progetti di sviluppo agricolo e agroalimentare in Africa.
Ampelos agisce con microprogetti, più semplici da attuare e da gestire, più vicini alle esigenze delle piccole comunità con cui vengono stretti i contatti, e che permettono un rapporto diretto e continuativo con le persone e i loro problemi.
PROGETTO CONFETTURA DI BELES
Il fico d’india (beles in tigrino, una delle lingue più diffuse in Eritrea), pianta non autoctona dell’Africa e probabilmente portata in Eritrea nel 19° secolo da missionari italiani, si è largamente e spontaneamente diffuso in vaste aree del paese.
Questa risorsa alimentare quasi gratuita, dura però solo nei due mesi di maturazione (luglio e agosto). La trasformazione in confettura permette invece di avere, per tutto l’anno, questa preziosa fonte di zuccheri, vitamine ed energia.
L’obiettivo è garantire con costanza e continuità questo alimento ai 30 centri socio-sanitari (asili, orfanotrofi e centri sanitari) sparsi per il paese, che si prendono cura di circa 130.000 pazienti all’anno.
Il progetto è iniziato nel 2004, anno in cui sono stati prodotti circa 300 kg di marmellata di fichi d’india, per poi proseguire nell’estate 2005 con 1.300 kg prodotti, nell’estate 2006 con oltre 10.000 kg, parte dei quali distribuiti gratuitamente ad un asilo, un orfanotrofio e ai piccoli ospedali spesso situati nelle aree più remote e difficili da raggiungere del paese.
Durante l’estate 2007 siamo riusciti ad istallare e rendere operativo un piccolo impianto industriale, acquistato grazie ad un consistente finanziamento ottenuto dai paesi baschi.
E’ importante sottolineare che questo progetto non è solo finalizzato all’aiuto diretto ai 30 centri socio assistenziali, ma è volto anche a mettere in moto l’economia e l’iniziativa locale, partendo da chi raccoglie i frutti dalle piante, a chi li trasporta nei centri di raccolta, a chi li trasporta poi alla scuola di Hagaz, ai ragazzi e donne che partecipano alla trasformazione in marmellata. La nostra speranza è, nel tempo, creare cooperative di donne che riescano a chiudere il ciclo produttivo: raccolta fichi, trasformazione in marmellata, vendita della marmellata tal quale o sotto forma di dolci (es. torte per gli asili e le scuole primarie).
In un futuro, speriamo vicino, il progetto sarà ripetuto in Etiopia.
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